lunedì 19 ottobre 2009

Si stava meglio quando le donne stavano peggio


Il plurale della parola donna è difettivo. La donna non lo usa mai. Tranne una breve parentesi negli anni 70, in cui una certa aggregazione, storicamente chiamata femminismo, portò una serie di conquiste all'emancipazione femminile, conquiste delle quali noi godiamo tutte, ma da ingrate, oggi si può dire che il plurale di donna venga usato solo dal genere maschile per massificare l'oggetto del desiderio.

Una donna è un soggetto ... mentre le donne sono una merce che costa un tot al kg a seconda del padrone di casa del festino o della vetrina tv.

Oggi, che siamo sazie di "libertà" (a voler essere pignoli: vigilata e condizionata), siamo tornate ad essere più che mai individualiste, ovvero gli esseri più egocentrici che io abbia mai conosciuto.

Passano gli anni ma siamo ancora alla ricerca del privilegio di essere la favorita del re ... magari con l'attenuante di avere una laurea in tasca il che ci fa credere di essere migliori delle escort che facevano il mestiere più antico del mondo spinte dal bisogno economico.

Solo la donna riesce ad essere tutto, scienziata, moglie, madre, sorella, infermiera, amante, amica ... tutto insomma ... tranne che solidale con le altre donne.
E gli uomini lo conoscono bene questo nostro difetto quando lo esaltano per dividerci in belle o brutte, di successo o sfigate.

Il giorno in cui il plurale della parola "donna" dovesse trovare posto nella nostra coscienza femminile, quel giorno (temo lontanissimo) forse il mondo farà un vero salto di qualità.

Perché non basta la nostra intelligenza, la nostra cultura, la nostra capacità a farci emergere, in una società occupata dal mono-pensiero maschile e dalla mascolinizzazione del pensiero femminile.
Una voce singola non riecheggia.
Un voto non basta.
Una persona da sola non vince.
Figuriamoci poi se donna.

Solidarizzare o non solidarizzare con la Bindi ... in un paese normale non sarebbe argomento di discussione ... si farebbe e basta ...
ma questo non è un paese normale e questo E' esattamente il problema delle donne italiane : non rischiare mai di uscire fuori dai canoni maschili ...
perchè "se difendi un'altra donna sei una femminista" ...

Bella ignoranza usare parole rispettabili come fossero insulti...

e allora da perfette ignoranti taciamo che "chi striscia non casca" (ebbe a dire il sommo Vespa) ...

Eppure l'offesa alla Bindi è un'offesa collettiva.
E' una precisa indicazione politica su quale debba essere il posto delle donne (intelligenti o meno) in questa società: sempre dietro un uomo, sempre un gradino più in basso.

L'uomo si permette di qualificarci.
L'uomo può permettersi battute da osteria e continuare ad essere stimato dagli uomini e sottovalutato dalle donne.

Il "premier delle gaffes" è stato votato, anche se sparisse domani, non cambierebbe il quadro mentale degli italiani.
Per cui non è lui il problema, ma le sue idee e il suo esempio sì.

Quando lancia i suoi "pizzini" culturali dal pulpito mediatico più efficace ... egli ricorda al paese "come si stava meglio quando le donne stavano peggio" .

Chissà se le nostre figlie ci perdoneranno di essere state in silenzio.

venerdì 2 ottobre 2009

"Piccole donne" .... non crescono

Ministrine d'Italia all'ennesima figuraccia ...

giovedì 1 ottobre 2009

"Il corpo delle donne" di Lorella Zanardo

... oggi ho deciso di tacere ... e di dare voce a questo meraviglioso e terribile documentario di Lorella Zanardo ...